Una volta Marinaio ... Marinaio per sempre
Tradizioni della Marina

Forte San Salvatore e Lanterna del Montorsoli

Storia, difesa e tradizione marinara nel cuore della Zona Falcata di Messina, all’ingresso di uno dei porti naturali più celebri del Mediterraneo.

Forte San Salvatore e Zona Falcata in una fotografia storica
Forte San Salvatore e Zona Falcata · fotografia storica
La sentinella dello Stretto

Il Forte San Salvatore

Sulla penisola di San Raineri, la caratteristica falce che abbraccia il porto naturale di Messina, si concentrano secoli di storia marittima e militare. L’area, strategica fin dall’antichità, ospitò prima della fortezza cinquecentesca la Torre di Sant’Anna e il monastero basiliano del Santissimo Salvatore, dal quale il Forte prese il nome.

Nell’ambito del sistema difensivo voluto da Carlo V dopo la sua visita a Messina nel 1535, il viceré di Sicilia Don Ferrante Gonzaga promosse la costruzione del Forte. La Marina Militare indica nel 1546 la realizzazione della nuova struttura, progettata da Antonio Ferramolino da Bergamo.

I bastioni e le batterie d’artiglieria controllavano lo Stretto e l’imboccatura del porto, rendendo il complesso uno dei punti fondamentali della difesa della città.

Secoli di storia

Dal Cinquecento alla Messina contemporanea

Il Forte attraversò rivolte, terremoti e cambiamenti politici, restando legato alla funzione militare e marittima della Zona Falcata.

Il Forte

Viene realizzata la fortezza cinquecentesca nell’ambito del nuovo sistema difensivo della città e del porto di Messina.

La rivolta antispagnola

Durante la rivoluzione antispagnola il Forte viene espugnato dai Messinesi, che lo mantengono per quattro anni.

Terremoto e trasformazioni

Il terremoto del 1783 danneggia la struttura. Nel 1861 la penisola di San Raineri passa sotto il controllo delle truppe garibaldine.

Un faro sullo Stretto

La Lanterna del Montorsoli

Una delle testimonianze più importanti dell’architettura marittima cinquecentesca di Messina.

1555–1557

Giovanni Angelo Montorsoli

Nel 1537 fu stabilito di riedificare sul braccio di San Raineri una torre con funzione di faro portuale. L’incarico venne affidato allo scultore e architetto fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli, autore a Messina anche della Fontana di Orione e della Fontana del Nettuno.

La Lanterna fu edificata tra il 1555 e il 1557. La torre univa la segnalazione per i naviganti all’osservazione dello Stretto e alla funzione difensiva della Zona Falcata.

Lanterna di San Raineri prima del terremoto del 1908
Lanterna di San Raineri prima del terremoto del 28 dicembre 1908 · cartolina d’epoca.
Documento storico: una fotografia dell’area è indicata come “S. Raineri e la Lanterna, 1907” nel volume Praesidium Mari. La cartolina qui riprodotta reca l’indicazione “Messina prima del Terremoto del 28 dicembre 1908”.
Il simbolo di Messina

La Madonna della Lettera

Sul bastione semicilindrico del Forte si innalza la stele della Patrona di Messina, visibile dal mare e profondamente legata all’identità della città.

Madonna della Lettera all’ingresso del porto di Messina
Madonna della Lettera · Foto: Stella · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Prima e dopo il 1934

La nascita di un simbolo

Prima del 1934 la grande stele non esisteva ancora. Una fotografia conservata dal National Maritime Museum di Greenwich, datata 1928–1934, documenta il porto e il Faro di San Raineri prima della sua costruzione.

Un secondo negativo della stessa collezione, datato 1934–1939, mostra invece la stele già eretta sul Forte del Santissimo Salvatore, con la statua dorata della Madonna e la grande iscrizione rivolta verso il porto.

La stele

Il monumento viene inaugurato nel 1934. La stele, rivestita in pietra, è sormontata dalla grande statua bronzea della Madonna della Lettera.

L’accensione

In occasione dell’inaugurazione Papa Pio XI, da Roma, aziona il dispositivo realizzato da Guglielmo Marconi per comandare a distanza l’illuminazione elettrica della stele.

La benedizione

La grande iscrizione rivolta verso la città e il porto è diventata una delle immagini più riconoscibili di Messina.

VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUSBenediciamo voi e la città stessa.
Memoria e tradizione

Un patrimonio ancora vivo

Forte, Lanterna e stele raccontano insieme la vocazione marittima di Messina e il rapporto secolare della città con lo Stretto e con la Marina.